Il 17 febbraio del
1965, esattamente 50 anni fa, apriva il Piper Club a Roma, in via Tagliamento,
un locale che sin dalla sua progettazione fu creato e ideato per soddisfare il
desiderio di novità e trasgressione dei ragazzi dell'epoca e divenne velocemente il più importante club di
musica per i giovani, un vero e proprio tempio della cultura beat. Ideatori di
questo locale furono Giancarlo Bornigia e Alberico Crocetta. Il locale venne
aperto al posto di un ex deposito di mobili che era stato inizialmente costruito
come cinema ma a causa di mancate licenze non era stato mai aperto.
Per i lavori venne interpellato lo studio di
architettura Pinini & Capolei che a sua
volta si affidò a Claudio Cintoli, l'artista lavorò oltre un anno alla
scenografia del locale realizzando la bellissima opera sul palco intitolata II
giardino di Ursula. Inoltre il Piper, a differenza di altri locali, aveva due
piani che erano in comunicazione l'uno con l'altro e quello superiore si
sviluppava su dei piccoli balconcini laterali che consentivano, a chi non
voleva mettersi troppo in evidenza, di poter partecipare senza mettersi necessariamente in mostra. il
Piper consentiva quindi sia ad i vip in cerca di privacy sia ai ragazzi più
timidi di esserci comunque, magari evitando di ballare, visto che la musica era
talmente straordinaria da poter essere anche "solo" ascoltata.
Per pubblicizzare
l'inaugurazione del locale romano fu
stampata un variopinto biglietto sul quale era elencato il programma della serata
d'apertura che prevedeva l'esibizione dei Rokes con la partecipazione, come
gruppo spalla, dell'allora semi-sconosciuto
complesso dell'Equipe 84.
![]() |
I Rokes al Piper |
Moltissimi artisti e
band fecero poi almeno una serata al
Piper ed infatti il locale vide il debutto di quasi tutti i nuovi protagonisti
della nuova musica leggera italiana: Caterina Caselli, Patty Pravo, I Pooh, Le Orme e tanti altri.
Ma furono soprattutto
i gruppi inglesi che erano nel frattempo approdati in Italia a caratterizzare la
scena del locale, infatti oltre ai Rokes salirono sul palco i Motowns da Liverpool,
i The Sorrows con il loro ruvido blues-beat, i celeberrimi Primitives del cantante Mal, ma ci furono
anche i Renegades, i Casuals della scuderia di Gino Paoli, Mike Liddel e gli
Atomi, i Doc Thomas Group (che in seguito diverranno i futuri Mott the Hoople)
ed altri ancora. Venne addirittura inciso per la Piper Club series della RCA un
fantastico album dal vivo, Una serata al Piper, anche se bisogna dire che il
disco in realtà fu registrato dal vivo ma negli studi della casa discografica
dove vennero anche aggiunte le urla del pubblico.
![]() |
Il disco Una serata al Piper edito su Piper Club series della Arc |
Naturalmente tutti i
gruppi italiani che suonavano il beat passarono a Via Tagliamento, come ad
esempio i Camaleonti, i Corvi, i Nomadi, i New Dada di Maurizio Arcieri e tanti
altri compresi molti cantanti che, anche se non erano beat, per avere un po' di
notorietà si presentarono su quel palco, che in quegli anni era il luogo giusto
per farsi notare. Comunque i veri protagonisti del locale erano i ragazzi che
si ritrovavano al Piper Club anche solo per il gusto di stare insieme, per
ascoltare musica bellissima, per scambiarsi opinioni ed anche per vedere la quotidiana passerella
di personaggi, famosi o comunque sulla via del successo.
![]() |
Anche Claudio Villa ha suonato al Piper! |
Il Piper di Roma era infatti un luogo conosciuto
bene anche all'estero e il pubblico che lo frequentava era composto anche da
attori, registi ed altri personaggi dello spettacolo che erano di passaggio
nella capitale.
L'aria che si
respirava era veramente elettrica ed anche un evento in apparenza mondano,
nascondeva un sentimento di protesta come, per esempio, quando nell'ottobre 1967
fu organizzata una festa dei fiori, sull'onda della nascente cultura hippy.![]() |
Il biglietto d'invito alla Festa dei fiori |
Per
l'occasione arrivò dall'Inghilterra una
ragazza Dj a mettere i dischi, probabilmente quella fu la prima esperienza
italiana di un disc jockey ed era una donna! Il primo brano che mise fu Wack Wack dei Young Holt Trio.
Memorabili anche le serate in cui Mario Schifano, il grande artista, presentò il gruppo musicale Le Stelle di Mario Schifano, la risposta italiana ai Velvet Underground il gruppo capitanato da Lou Reed e John Cale e creato da Andy Warhol.
Memorabili anche le serate in cui Mario Schifano, il grande artista, presentò il gruppo musicale Le Stelle di Mario Schifano, la risposta italiana ai Velvet Underground il gruppo capitanato da Lou Reed e John Cale e creato da Andy Warhol.
![]() |
Mario Schifano al Piper Club |
Oppure quando Tito Schipa Jr. mise in scena Then an Alley, la
prima opera beat al mondo, questa esperienza portò successivamente Schipa a
realizzare l'Orfeo 9, un altro musical rock degli anni '70, al quale
parteciparono tanti giovani che già avevano frequentato il Piper: Renato Zero e
Loredana Berte per esempio.
Forse l'unico grande
gruppo che venne a Roma e non suonò al
Piper fu la mitica Jimi Hendrix Experience che si esibì al Teatro Brancaccio in
una serie di concerti organizzati dal locale rivale Titan club. Suonarono invece al Piper nella primavera del 1968 i Pink Floyd.
Durante gli anni 70 il
Piper, oltre ad ospitare molti gruppi rock come ad esempio i Genesis, organizzò
una kermesse che vide sfilare la maggior parte dei gruppi rock progressivi
italiani, la manifestazione si svolse nel periodo in cui andava in onda il
Programma televisivo Canzonissima e prese così il nome di Controcanzonissima. Ci fu la partecipazione
di gruppi come la PFM, i New Trolls, Gli Osanna, , Le Orme, La Nuova Idea, i Delirium,
i Trip, Raccomandata con Ricevuta Ritorno, il Rovescio della medaglia ed altri.
Negli anni '80 arrivano al Piper i gruppi punk e new wave tra i quali i
Plasmatic di Wendy O. Williams ed i mitici Blondie di Debby Harry.
Il locale oggi rimane
principalmente una discoteca, manca oramai da tempo una vera cultura musicale
che possa riconsacrare il locale alla
musica dal vivo.
Nessun commento:
Posta un commento